Bandiera Gialla

Un’altra delle mie passioni, la mia prima passione letteraria, è il Giallo. Il Giallo, che mistero.

No, non nel senso che sia difficile penetrare l’enigma di un buon Giallo. Intanto, a volte non è così difficile, e poi il lettore tutto sommato desidera essere sorpreso dalla Soluzione.

No, il mistero è il Giallo come Genere. Anzi, secondo me il Giallo è il Genere: quando penso alla cosiddetta "letteratura di genere", penso innanzitutto al Giallo. Eppure, non è così facile capire cosa sia il Giallo, o perché sia così popolare.

Perché i Gialli sono popolarissimi. Non fatevi ingannare: sono molto amati anche dagli "intellettuali". Poe ha inventato i Gialli, Wittgenstein li adorava, Borges si mise addirittura a scriverne, Eco, quando ha deciso di esordire nella fiction, ha scritto un Giallo. Eppure, tutti sembrano considerarli letteratura "di serie B"; niente di più falso… eppure un motivo deve esserci.

Il motivo è, secondo me, lo stesso per cui amiamo tanto i Gialli: perché sono letteratura, ma innanzitutto un’altra cosa. Anzi, sono altre due cose.

Sono in primo luogo una inversione apparente dell’Entropia. Un Giallo comincia nel Caos, e finisce nell’Ordine. Si badi a non confondere questo concetto con un banale "lieto fine": in molti Gialli, peraltro, il lieto fine non c’è. No: il meccanismo del Giallo è diverso. Quello che caratterizza il Giallo è l’ignoranza. All’inizio, solo due persone conoscono il mistero su cui un Giallo è costruito: l’Autore, e l’Assassino. Il mondo è in un Caos, ma un Caos apparente: esiste un filo logico, una Interpretazione, che dimostra che il Caos nasconde un Ordine. L’Investigatore, una specie di scienziato prestato alla letteratura (sapete che Holmes fu ispirato a Conan Doyle da un medico, no?), dimostra che il Mondo è, alla fin fine, ordinato, che la crescita dell’Entropia è un fenomeno illusorio, frutto della limitatezza della nostra mente. Un gas diffuso in una intera stanza non è più "disordinato" dello stesso gas in una boccetta, per una mente in grado di vedere e localizzare mille miliardi di molecole. E un omicidio misterioso non è tale per l’Investigatore: la Soluzione non è un’invenzione, è una tautologia, ma una tautologia da semidei.

In secondo luogo, il Giallo è una metacomunicazione. Il testo stesso di un Giallo è un messaggio cifrato, e la sua chiave è la Soluzione. Il testo del Giallo, preso al suo livello narrativo "base", è ingannevole: quello che sembra un pacifico curato di campagna è un diabolico omicida, e il losco avventuriero è in realtà integerrimo. Il Lettore lo sa, e sa che il vero significato di quello che legge potrà essere chiarito solo disponendo della Chiave. Il Lettore col Giallo gioca su due livelli, può godere la narrazione, se l’Autore ha talento letterario, ma contemporaneamente sta cercando di anticipare l’Investigatore, il Demiurgo emanazione dell’Autore.

Ecco perché i Gialli sono considerati narrativa di serie B: perché un cattivo narratore può scrivere un eccellente Giallo. E quindi si presume che gli scrittori di Gialli siano narrativamente modesti, travisando il punto di forza del Genere come fosse una debolezza.

Penso che scriverò altri post sul Giallo… e sto pensando a un’intepretazione di quello che ho scritto sopra in termini di Teoria dell’Informazione. Ma ne parliamo un’altra volta…

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