L’impronta del Testimone

Riprendiamo il discorso del precedente post sul ruolo della Spalla dell’Investigatore, concentrandoci ora sui diversi tipi di Spalla presenti nel Giallo classico.
In effetti, il ruolo di Spalla è stato affidato dai diversi scrittori del genere a personaggi diversissimi. Mentre, specie nel Giallo dell’età d’oro, esiste un cliché dell’Investigatore, ispirato dagli antesignani Dupin e Holmes, non esiste una Spalla “tipica”; tuttavia, proveremo a classificare le Spalle in categorie, evidenziandone le differenze in base alle diverse funzioni narrative che abbiamo visto che esse svolgono (Selezione, Diversione, Interlocuzione, Elaborazione).
Le categorie che vi propongo (per ora…) sono:
  • Il Testimone;
  • L’Amico Ingenuo;
  • Il Coprotagonista.
Il Testimone è il prototipo di Spalla, visto che accompagna la nascita stessa del Giallo. Infatti, come per molti altri, questo importante costituente del genere fu inventato da E. A. Poe. Un Testimone è il tipo più semplice di Spalla: è un osservatore sostanzialmente passivo, che impersona quasi perfettamente la telecamera di cui parlavo, ossia il punto di vista di cui l’Autore ha bisogno per esporre i fatti al Lettore; non a caso, in genere il Testimone è anche il Narratore della vicenda. Il Testimone non interviene mai nei fatti, e la sua presenza è quasi inavvertibile (in effetti, in un certo senso la avverte solo l’Investigatore, che ha bisogno del Testimone come “sponda”: si potrebbe quasi dire che il Testimone sia invisibile a tutti tranne che all’Investigatore).
L’impronta caratteristica di un Testimone è quella della figura sotto: si tratta di un soggetto che osserva in modo obiettivo i fatti, semmai evidenziando quelli su cui si sofferma l’attenzione dell’Investigatore, consentendo di tanto in tanto a quest’ultimo di esporre qualcuna delle sue teorie o delle sue idee.
 
Alcuni esempi di Testimone sono tra le primissime Spalle della storia:

1.       L’Anonimo compagno di Auguste Dupin (E. A. Poe):

Straordinario, e secondo me unico nella storia della letteratura, è l’atto creativo con cui Poe seppe creare un intero genere letterario in tre soli racconti, tracciandone i lineamenti con la stessa stupefacente completezza con cui un neonato riproduce in piccolo le membra di un adulto. L’intuizione del Testimone che svolge il ruolo di narratore in prima persona è, come abbiamo visto, tutt’altro che secondaria; ma Poe ha anche ideato altri “luoghi classici” del genere, a partire dall’Investigatore dilettante, al messaggio misterioso, fino al “mistero della Camera Chiusa”, che è un altro dei capisaldi del genere (magari ne riparleremo, ho un vecchio articolo sull’argomento da qualche parte).
Il Testimone di Poe è così tipico da essere addirittura privo di nome. Eppure, la sua presenza è tutt’altro che superflua, soprattutto nell’Interlocuzione come vediamo subito con qualche esempio:
§         Selezione: ne ”Il Mistero di Marie Roget”, il nostro Testimone è addirittura incaricato da Dupin di raccogliere le informazioni del caso per suo conto. Dupin si basa infatti sui resoconti dei giornali (e in realtà Poe si riferisce agli articoli su un caso reale, di cui in questo racconto volle dare la sua soluzione, in un gioco tra realtà e finzione) per ricostruire la soluzione del mistero. Ovviamente, in questo caso la selezione è appunto da testimone impersonale, basata su documenti e resoconti altrui.
§         Interlocuzione: ne “Gli Omicidi della Rue Morgue”, Dupin si esibisce in un “numero” che sarà poi replicato da Sherlock Holmes: dedurre i pensieri della sua Spalla dal susseguirsi delle sue espressioni e dei suoi movimenti. Ne “La Lettera Rubata”, l’intera spiegazione finale è un dialogo a due tra il Testimone e Dupin (o, meglio, un monologo di Dupin reso possibile dalla presenza dell’amico).

2.       Van Dine (S. S. Van Dine):

Uno dei primi Investigatori dopo Holmes fu Philo Vance, protagonista dei romanzi di Willard Huntington Wright, che nelle sue avventure è accompagnato da un Testimone che almeno ha un nome, Van Dine (per la verità, Vance ha anche un’altra Spalla, il procuratore distrettuale Markham, ma Van Dine incarna meglio il punto di vista neutrale). Anzi, Wright firmò i suoi romanzi appunto con lo pseudonimo di S. S. Van Dine, forse per rendere più reale questo silenzioso personaggio, che è forse il più vicino all’impalpabile amico di Dupin. Vediamolo all’opera (si fa per dire):
§         Selezione: ne ”La Strana Morte del Signor Benson”, Van Dine accompagna Vance nel sopralluogo nella stanza della vittima. Nel descrivere l’ambiente, a un certo punto ci dice che “sul cassettone era stato deposto un parrucchino lavorato a perfezione. Quest’ultimo oggetto attrasse Vance che si accostò per guardarlo da vicino”. Ecco che il nostro Testimone seleziona e sottolinea un oggetto, non in base all’impressione che lui stesso ne ricava, ma in base all’attenzione dell’Investigatore. Il significato di questo particolare sarà ovviamente chiarito da Vance; qui c’è anche un minimo di diversione: la fattura del parrucchino è irrilevante, e guardarlo da vicino non serve a nulla ai fini della comprensione del significato dell’indizio.
§         Interlocuzione: a parte le occasioni in cui la presenza di Van Dine consente a Vance di dilungarsi in qualcuna delle sue insopportabili teorie estetiche o filosofiche, Van Dine ha anche la funzione di cogliere stati d’animo o impressioni di Vance. Ne “La Fine dei Greene”, a un certo punto il nostro Testimone ci informa che “Vance si alzò presto, e dalle sue frasi smozzicate capii che era molto preoccupato”. Nel caso de “La Canarina Assassinata”, un mattino Vance spiega a Van Dine che “Per quanto una donna sia riservata, c’è sempre qualcuno a cui ella apre l’anima sua”; Vance deduce che la povera Canarina aveva un’amica del cuore, e si dedica a “chercher la femme”. Trovatala, ha un colloquio con lei presente Van, al quale Vance manifesta poi tutta la sue allegria perché la fanciulla “è stata una miniera di informazioni”. Ecco un’altro caso in cui l’esistenza di Van Dine permette a Vance di dirci qualcosa.
Tuttavia, i Testimoni sono personaggi deboli, e poco interessanti per i lettori. Nella maggioranza dei casi, gli Autori opteranno per Spalle più… robuste. Ma ne parliamo nel prossimo post a tema Giallo.
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One thought on “L’impronta del Testimone

  1. Chi trova un Amico…[..] Tornando al più accessibile (per me) tema del Giallo, stavo esplorando la mia personalissima classificazione delle Spalle dell’Investigatore. Nel post precedente, ho parlato della categoria dei neutri, che ho paragonato un po’ a delle cineprese [..]

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