Sembra facile essere liberali…

La mia amica Capsicum mi suggerisce di scrivere un post sulla differenza tra Stato Etico e Stato Liberale. Il tema sembra teorico, e invece non è teorico per niente, e quindi preferirei partire dalla cronaca.

Infatti, basta aprire i giornali e ci si trova di fronte a mille problemi, spesso apparentemente diversi tra loro, che in realtà girano tutti intorno allo stesso problema: viviamo, e vogliamo vivere, in uno Stato Etico o in uno Stato Liberale?

Facciamo qualche esempio:

  • Io mi ammalo di una malattia orribile, e decido che voglio morire. Ho diritto di farlo?
  • Io mi innamoro di un uomo anziché di una donna, e vado a vivere da lui. Ho diritto a subentrargli nel contratto di affitto?
  • Io mangio carne, bevo alcool, fumo. Posso?
  • Io sono un cacciatore, e sparare alle quaglie è il mio svago preferito. Devo poterlo fare?
  • Io sono musulmana, e desidero portare il velo in pubblico. Posso?
  • Io e mia sorella (e toh, quando c’è, anche mio fratello) ci divertiamo un mondo a fare sesso insieme. Possiamo?
  • Io sono un pedofilo, e anche se non faccio niente, vado ai giardinetti a guardare i bambini che giocano. Posso?
  • Io sono un necrofilo, e compro cadaveri che uso in modi innominabili per il mio svago e poi li mangio. Posso?

Ho fatto una serie di esempi deliberatamente eterogenei: c’è qualcuno di voi che risponderebbe "sì, puoi" a tutte le domande? No? Vediamo meglio…

La prima definizione che propongo è: uno Stato Etico è uno Stato che sposa e promuove attivamente un modello di comportamento, e contrasta i modelli di comportamento contrastanti. Questo significa due cose:

  • Lo Stato "sa" cosa è Buono e cosa è Cattivo
  • I cittadini sono tenuti a essere Buoni, o almeno a non essere Cattivi

Ovviamente un caso classico di Stato Etico è lo Stato Confessionale, in cui l’etica ufficiale è quella di una religione. Ma anche l’URSS bolscevica era uno Stato Etico, e anche Sparta lo era. Uno Stato Liberale, invece, si preoccupa solo di proteggere il diritto di ciascun cittadino a ricercare il suo Bene a modo suo, fintanto che non danneggia lo stesso diritto di altri cittadini. Il Bene e il Male non c’entrano: è una questione di diritti individuali.

Messa così, quasi tutti diremmo di essere Liberali. E diremmo una bugia.

Basta seguire il dibattito su qualsiasi tema bioetico, dei diritti civili, eccetera. La maggioranza delle persone si schiera da una parte o dall’altra in base a quello che è coerente con il suo sistema etico, e non in base al principio di libertà dell’individuo. Ognuno cerca di tradurre in legge la sua idea di Persona Buona, e di vietare per legge i comportamenti che giudica Cattivi. Fateci caso, e fatevi un esame di coscienza.

Intendiamoci, io non sono privo di principi: secondo me una persona che, facciamo conto, catturi le farfalle per strappargli lentamente le ali e poi bruciarle con una sigaretta è probabilmente una persona orribile, e non vorrei averci a che fare.
Ma il fatto è che
uno Stato Liberale è uno Stato in cui ognuno ha il diritto di essere una persona orribile, fintanto che non danneggia nessuno. In uno Stato Liberale ho il diritto di gioire delle sconfitte della Nazionale, di sghignazzare ai funerali, di dare fuoco alle cavallette vive, di desiderare la fine del Festival di Sanremo, di dire che il Papa è un vecchio bastardo, di farmi pagare dalle vecchie per frustarle.

Allora, in che Stato vogliamo vivere?

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12 thoughts on “Sembra facile essere liberali…

  1. C’ERA UNA VOLTA IL PLI[..] L’amico mio Incompetente mi ha fatto un regalo di Natale. Lui riesce sempre a dire in modo chiaro e semplice cose che io ho ben chiare in mente ma che non sono altrettanto brava ad esprimere. Così se volete sapere in che senso io sono rimasta un [..]

  2. si-si-si-NO-si-si-si-si.
    Lascia fuori gli animali per favore.Non hanno voce.
    Se invece poni la domanda cosi: è giusto che i cacciatori si uccidano tra loro,possono farlo?, la mia risposta è SI
    ti ho letto da capsicum, ho un mini blog che non so usare,appena ho tempo inparero’ a gestirlo.ciao

  3. siamo gia’ liberi di essere orribili, siamo oltremodo persone orribili, quale è il problema?Senza polemica, ma quale è la domanda? mi rispondi domani, che saro’ meno stanca?

  4. @anonimous: la “domanda” è: quando vedi qualcuno che fa qualcosa che consideri brutto, ti viene la tentazione di dire “bisogna proibirlo”?

  5. no.ciascuno fa quello che vuole,anche io.Non sono geneticamente preparata al comando. Ho un forte senso di “protezione” nei confronti dei deboli e ho scelto gli animali come deboli da difendere e proteggere. Degli umani non mi importa nulla Quando arrivano le catastrofi, è a loro che penso.Gli altri, quelli che pensano e hanno l’anima,e i sentimenti ecc.ec oooh sono ironica). sono gli stessi che fanno guerre, che praticano quotidianamente la crudelta’,per lo piu’ mi fanno schifo.
    Rispondimi te ne prego.continuo a essere anonima per insipienza, sorryme

  6. Ciao,

    mi e’ piaciuto questo post, chiaro e sintetico. Pensavo di essere un liberale ma forse non lo sono del tutto… Ci devo pensare.

    Ciao
    T.

  7. Perché si pone sullo stesso livello, nella interessante domanda, il meccanismo di funzionamento dello stato, frutto di leggi, a loro volta scelte espresse tramite meccanismi che chiaramente mediano, ed i maniera molto imperfetta, le opinioni, desideri e sistemi morali dei singoli? Il funzionamento della legge è in un certo senso espressione della derivata seconda rispetto al tempo di una grossolana pesatura della media dei sistemi morali dei singoli, effettuata da un matematico pazzo.

  8. @anonimo: il punto e’ proprio che un sistema liberale impone a tutti una forma di “continenza” che poi e’ la tolleranza: evitare di voler tradurre in legge le proprie preferenze morali, e limitarsi a regolamentare i limiti minimi della liberta’ personale. La cartina di tornasole e’ se esiste un modello di persona “approvata” o se ciascuno puo’ essere come vuole purche’ anche gli altri possano.

  9. Un sistema deve essere definito da qualcosa, e nel caso di uno stato questo qualcosa sono appunto le sue leggi. Persino in un caso di partenza da quasi zero, dopo una rivoluzione o similaria, lo stato riparte da principi ispiratori, recepiti nelle norma costituenti, che sono espressione delle convinzioni, più o meno mediate, del gruppo dirigente, comunque esso sia arrivato a divenire tale. Per questo una discussione sul tema ad un livello di astrazione tale da non considerare questo meccanismo rischia di essere piuttosto teorica. Se mi consenti di parafrasare una tua frase, dove vuole vivere la maggioranza dei cittadini di uno stato, in uno stato etico o uno liberale? Se poi la maggioranza sia qualificata a decidere la miglior forma di governo per se stessa, è tutt’altra, affascinante, questione.

  10. @anonimo: non sono così convinto che sia la volontà della maggioranza a dover decidere dell’impostazione istituzionale. Capisco che sia difficile in pratica trovare una via alternativa, ma il principio dello stato liberale è proprio proteggere gli interessi “indisponibili” dell’individuo mettendo dei limiti a quello che la maggioranza può decidere…

  11. Vedi, il punto è che per decidere se un principio, per esempio quello dello “stato liberale”, debba essere alle fondamenta di una società è necessario che si attui un processo decisionale, sempre che non si voglia ragionare su un caso dichiaratamente teorico. Scartando un intervendo divino che consenta ad un singolo illuminato di imporre permanentemente le regole (forse a questo punto non tanto liberali, ho il sospetto che lo “stato liberale” sia incompatibile in qualche modo con il tipo di società usualmente creata dagli umani.

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