Mea Culpa, Mea Maxima Culpa

Cari lettori (se ne è rimasto qualcuno),
sono assente ingiustificato da mesi. In realtà, non mi sento molto colpevole, ho degli ottimi motivi che però non hanno molto a che vedere con i temi di questo blog.

Tuttavia, ci sono persone autorevoli (per me) che mi hanno suggerito di riprendere a scrivere, e chi sono io per deluderle? Quindi, eccomi qua, con un nuovo post "programmatico" per riprendere un po’ le fila delle buone e cattive intenzioni di questo blog. Vediamo dove eravamo rimasti.

Abbiamo in sospeso un discorso, abbastanza complesso, sull’Economia, in cui abbiamo "dimostrato" che il modello capitalistico standard conduce a una crescita esponenziale illimitata che è ovviamente incompatibile con la limitatezza delle risorse materiali, energetiche e naturali, oltre che tutto sommato irragionevole, visto che credo sia necessario né auspicabile far crescere esponenzialmente il consumo di beni. Questo discorso tende a proporre un modello, ovviamente non di mia personale invenzione, in cui si tenda a uno stato "stazionario" o di crescita "sostenibile", posto che una crescita sostenibile non sia una contraddizione in termini come in realtà io credo.

Poi, vi ho inflitto una lunga dissertazione sui Gialli, con una particolare attenzione agli schemi e alle regole impliciti nella narrativa Gialla. Io trovo che il Giallo sia un genere estremamente affascinante non nonostante ma proprio per questa schematicità. Tuttavia, credo di aver scritto abbastanza sui Gialli per ora, e lascerei da parte questo argomento per un po’.

Infine, c’è la Fisica, non tanto nelle sue implicazioni "di frontiera" (che non sarei in grado di discutere) ma in alcuni temi di rilevanza metodologica e filosofica. Recentemente ho letto un libro di Filosofia della Scienza ("Theory and Reality" di Peter Godfrey-Smith) che presentava una notevole lacuna: mancava una discussione approfondita (o anche non tanto approfondita) delle implicazioni della Fisica Quantistica. I prossimi post saranno su questo argomento, preparatevi…

2 pensieri su “Mea Culpa, Mea Maxima Culpa

  1. E’ proprio necessario qualificare come esponenziale la crescita in questione?
    Di solito l’aggettivo viene utilizzato del tutto a sproposito.
    Nella percezione dei giornalisti, ognuno incompetente nel suo particolare campo, esponenziale e’ sinonimo a grande, potente, veloce. La curva che descrive la crescita cosidetta esponenziale e’, nell’immaginario del giornalista, tremendamente impennata.
    Tu invece cosa intendi?

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