Uomo Ragno, Thor e paperi Disney

Lo so, non c’entra niente con l’epistemologia, ma oggi è uscito il nuovo numero dell’Uomo Ragno e, anche se non l’ho ancora letto (beh, sono in ufficio che aspetto di fare una riunione, ma non è che possa mettermi a leggere fumetti), posso dire che per l’Uomo Ragno è proprio un periodaccio. E’ uscito da Civil War combinato peggio di tutti (diciamo "quasi" tutti), ha problemi familiari, la zia moribonda (come spesso in passato, morisse una buona volta), millanta cattivi che lo braccano, millanta "buoni" che lo braccano, insomma non gli va bene niente. E che diavolo.

Io sono un vecchio fan di Spidey, che fa parte ormai della cultura pop (anzi, una persona a me cara direbbe che è addirittura un archetipo, come ha dimostrato la storia "Evolvi o muori"), e che ha come motto "Da un grande potere derivano grandi responsabilità" che secondo me è meglio dell’americano "In God we trust" o del nostrano "Il potere logora chi non ce l’ha". Quindi, in un certo senso questo è un assurdo post di solidarietà con un personaggio immaginario, In un altro senso, è una piccola testimonianza di continuità nel rapporto con una lettura, come quella dei fumetti supereroistici, forse meno frivola e adolescenziale di quel che sembra. Basta leggere la rubrica della posta di uno di questi fumetti, e accanto ai tredicenni si trovano i quarantenni che continuano a seguire i loro eroi, o ne trasmettono la lettura ai figli. Un giorno o l’altro, l’Incompetente si occuperà di questo strano fenomeno.

Però è chiaro che la qualità delle storie non è sempre a livello di capolavoro: questi fumetti, che a differenza di altri "ricordano" la propria storia, sono un po’ come delle telenovelas, con matrimoni, divorzi, morti vere e presunte. Adesso è addirittura tornato dalle ombre di Ragnarok il Mitico Thor, incarnato nel suo tradizionale alter ego dott. Donald Blake, che rispetto a trent’anni fa è parecchio migliorato, da magrolino e zoppo ora è una specie di Stefan Edberg un po’ irrobustito. Adesso, attendiamo che resusciti l’intero Pantheon nordico nel mezzo del deserto americano.

Infine, per chiudere con i fumetti per ora, continua la benemerita serie di allegati al Corriere della Sera del lunedì con le storie dei paperi Disney create da Carl Barks. Imperdibile è un aggettivo blando per questa collezione: comprateli, ordinate gli arretrati, non ve ne pentirete: probabilmente, si tratta dell’opera del maggior autore di fumetti della storia.

2 pensieri su “Uomo Ragno, Thor e paperi Disney

  1. Io leggo solamente ‘Ultimate Spider-Man’ (per quell’altro avrei dovuto spendere troppo per recuperare).

    Da quello che ho sentito di Civil War però, mi sembra che abbiano prima spinto sull’acceleratore. E poi adesso siano in piena retromarcia, quantomeno con l’Uomo Ragno.

    Mefisto che cambia il passato mi sembra veramente una trovata da quattro soldi.

  2. Ultimate SM non è male, lo leggo sempre anch’io specie per i disegni di Bagley che adoro.
    Civil War è stato un buon crossover, con un “tema base” interessante. L’Uomo Ragno per ora (storie italiane, evito deliberatamente le anticipazioni USA) non sta “tornando indietro”, anzi.

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