Il Supereroe come simbolo

Come anticipavo nei post precedenti, approfitterei dell’ignobile "decisione" della Panini Comics di cambiare nome all’Uomo Ragno per introdurre una discussione sul significato dei Supereroi fumettistici, e sul perché alcuni di essi (tra cui in particolare l’Arrampicamuri, ma anche ad esempio Batman) siano riusciti a insediarsi così profondamente nella psicologia del pubblico.

Ovviamente, nell’avventurarmi su un terreno così poco familiare, corro il rischio di scrivere delle clamorose bestialità. E’ vero che mi dichiaro Incompetente per principio, ma non vorrei esagerare! Diciamo quindi subito che quello che dirò non ha nessuna pretesa di dissertazione psicologica/psicoanalitica, ma è solo una riflessione "dall’interno", ossia fatta da un appassionato del genere.

Quali sono i connotati tipici di un Supereroe? Ovviamente non tutti i Supereroi corrispondono a uno stesso stereotipo, ma in maggioranza essi condividono alcune caratteristiche chiave:

  • Il Supereroe è Buono, anzi è, appunto, un Eroe. In linea generale, si batte contro il Male in difesa dei deboli senza pensare al proprio interesse personale.
  • Il Supereroe ha dei Poteri, che lo mettono in grado di compiere imprese sovrumane.
  • Il Supereroe ha un’ Immagine specifica, che lo rende riconoscibile (di solito è un costume, ma può anche essere qualcosa di più, come per personaggi come Silver Surfer o la Cosa).
  • Il Supereroe ha un’ Identità Segreta, ossia un alter ego "normale" con una vita parallela a quella "super". Diversi eroi non hanno un’identità segreta (un esempio sono i Fantastici Quattro), ma l’identità segreta è una caratteristica importante, perché consente all’eroe di avere una vita privata.
  • Il Supereroe ha degli Arcinemici, talvolta dotati di caratteristiche speculari, che ne rappresentano la Nemesi e che ne conoscono le debolezze.
  • Infine, il Supereroe ha una Motivazione, che spiega perché passa le serate a fare a botte con rapinatori e affini anziché guardare la boxe in TV. Spesso, si tratta di un obbligo morale derivante da una tragedia familiare o personale.

Ebbene, queste caratteristiche non sono casuali. Un esempio arcaico di personaggio dotato di alcune di esse è l’Eroe o Semidio della mitologia greca o latina. Se prendiamo in considerazione un Ercole, tanto per dire, è facile vedere che ha molte somiglianze con un Superman. Eppure, i Supereroi sono emotivamente molto più efficaci di un Semidio, proprio perché loro sono "anche" persone normali, e questo consente al lettore di identificarsi con loro.

Se consideriamo infatti l’Uomo Ragno, scopriamo che tra le sue caratteristiche ce ne sono alcune che lo rendono speciale (un discorso molto simile vale per Batman):

  • L’ Immagine: semplicemente, un Ragno. Il Ragno è un animale familiare eppure per certi versi enigmatico, sinistro, presente anche in alcuni miti (come quello di Aracne). Il Ragno rafforza l’impatto emotivo del personaggio, collegandolo a un archetipo distinto da quello dell’Eroe, e arricchendo la sua capacità simbolica ed evocativa. Non a caso in alcune recenti storie dell’Uomo Ragno gli autori hanno portato in primo piano (forse anche troppo) la componente "Archetipo-Ragno"
  • La Motivazione: l’Uomo Ragno, tra i Supereroi, ha la motivazione meglio precisata, tanto da essere diventata quasi proverbiale: "Da un grande potere derivano grandi responsabilità" è il motto appreso dallo zio la cui morte avrebbe potuto evitare. La componente etica dell’Uomo Ragno ha una forza e un’ "invadenza" uniche, eppure non appare posticcia.
  • Gli Arcinemici: molti nemici dell’Uomo Ragno sono a loro volta esseri legati ad archetipi animali, come Scorpioni, Piovre, Avvoltoi, Rinoceronti, Lucertole, ciascuno dei quali ha una distinta capacità simbolica in antagonismo col Ragno. Gli scontri tra questi personaggi hanno qualcosa di primordiale.

Per tutti questi motivi, un Supereroe riuscito è in grado di toccare molte e diverse corde della psicologia profonda dei ragazzi (e talora degli adulti): è un eroe invincibile, ma anche un essere umano vulnerabile, è l’incarnazione di un potere primordiale e ferino, ma ha anche un’impronta morale molto forte, ha una vita privata come noi ma è disposto a rischiare tutto per il Bene.

Ecco perché, secondo me, certi personaggi dei fumetti sono così radicati nel nostro immaginario personale e collettivo. Ed ecco perché continuiamo ad amarli anche da "grandi"…

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