No Strings!

Lo cantava Fred Astaire in "Cappello a Cilindro": "no strings, no connections…" . Oggi è il motto degli oppositori della Teoria delle Stringhe, tra cui si segnala Lee Smolin, autore di "L’Universo senza Stringhe", il libro di cui parlavo nell’ultimo post.

Questa della Teoria delle Stringhe è una vicenda che mi sembra di particolare interesse, in quanto evidenzia una importante tendenza della "regina delle scienze esatte", ossia la Fisica fondamentale.

La Fisica, infatti, ha avuto forse "troppo successo": tutto quello che ci circonda nell’ambito della nostra vita quotidiana è stato studiato e compreso da tempo. I fondamenti della meccanica, della termodinamica, dell’elettromagnetismo, sono noti ormai da secoli. La teoria newtoniana è sufficiente a spiegare praticamente tutti i fenomeni legati alla gravità che ricadono nella nostra normale esperienza.

Nell’ultimo secolo, poi, la Fisica si è addentrata nell’infinitamente piccolo e nell’infinitamente lontano. I costituenti ultimi della materia che ci circonda sono stati studiati insieme alle forze che li governano, e sono conosciuti alla perfezione; l’universo, le leggi che lo governano e la sua storia remota e remotissima sono descritti da teorie che arrivano fino a ipotizzare come fosse l’universo pochi istanti dopo il Big Bang. Ormai, insomma, gli oggetti di studio della Fisica sono ai limiti del concepibile, e remotissimi dall’esperienza umana.

Ecco quindi che le teorie fisiche diventano "esoteriche": richiedono costruzioni matematiche sempre più complesse e impervie anche per gli specialisti, e le loro ipotesi sono spesso impossibili da verificare in pratica, perché sarebbe necessario disporre di energie e strumenti inaccessibili per l’uomo al momento e forse per sempre. Le teorie fisiche, insomma, da un lato rischiano di diventare puri costrutti matematici senza un riferimento agli esperimenti, in cui l’eleganza formale e la coerenza con le aspettative dei teorici finiscono per contare più del significato fisico e della verosimiglianza. In un certo senso, si potrebbe provocatoriamente dire che la Fisica rischia di ritornare alla Filosofia dei presocratici, quando nessuno pensava di sottoporre le teorie sulla natura a verifiche sperimentali, e l’unico criterio era la coerenza con i principi escogitati dal filosofo di turno.

Non sarebbe un bell’esito, a dire il vero, no?

Un pensiero su “No Strings!

  1. Caro incompetente, mi sembri abbastanza competente in realta’.

    Si, la fisica -quella teorica- corre questo rischio. La teoria delle stringhe sta monopolizzando il panorama della fisica teorica particellare, e non e’ bello da vedere. Nessuna previsione sperimentalmente accessibile, molte mirabolanti idee sull’organizzazione dell’universo, e molta baronia che porta, soprattutto in america, a far lavorare solo i teorici stringhisti e a far morire di fame gli altri.

    Ti consiglio oltre all’ottimo Smolin anche Peter Woit, che ha scritto “Not Even Wrong”. Da non perdere.

    Ciao
    T.

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