Quale teoria psicologica dovrebbe “emergere”?

Nel post precedente, ho proposto un'idea probabilmente un po' bislacca: ho preso spunto da una teoria fisica, la Loop Quantum Gravity basata sulle Spin Network (teoria che peraltro al momento è ancora un "cantiere aperto", e che non è chiaro se raggiungerà i suoi obiettivi. Con un bel po' di ottimismo, sto facendo riferimento all'approccio delle Spin Network "come se" l'erculeo programma di ricerca che i Fisici teorici si propongono fosse già stato completato) per costruire un'analogia verso la Teoria della Mente e la Psicologia.

Ricapitolando brevemente, le Spin Network rappresentano un modello della realtà fisica che non considera lo spazio un'entità "fondamentale", mentre lo sono le particelle e le loro correlazioni. Lo spazio fisico viene "costruito" come proprietà "emergente" delle Reti, e l'obiettivo del programma di ricerca che citavo è quello di riuscire a "ricostruire" la Fisica a noi nota all'interno di questo spazio "secondario", ridefinendo opportunamente le entità e le leggi della normale dinamica.
E' importante osservare che la "ricostruzione" dello spazio e delle grandezze fisiche che utilizziamo normalmente per definire quello che nello spazio "ordinario" accade non è un passo logicamente necessario della teoria, ma è reso necessario dalla nostra esigenza di "saldare" la descrizione a livello di Spin Network con le modalità con cui noi siamo in grado di osservare il mondo, con le categorie descrittive che ci sono familiari e congeniali, e in ultima analisi con la formulazione della scienza fisica che abbiamo costruito e che sappiamo essere "esatta" in rapporto appunto al tipo di rappresentazione cui abbiamo accesso cognitivamente parlando.

L'analogia che ho proposto, quindi, implicherebbe che, a partire dalla descrizione del cervello come Rete, si "costruisca" un livello di descrizione "emergente" che in qualche modo consenta la "saldatura" con un modello macroscopico della Mente adeguato al nostro livello di percezione e comprensione dei processi mentali, sia in termini introspettivi che di comprensione delle menti altrui. Abbiamo quindi bisogno di una teoria psicologica da prendere come riferimento e verso cui dovrebbe convergere l'ipotetico modello "emergente" della mente umana.
Nel post precedente, ho parlato di credenze, emozioni, processi cognitivi, come di "entità" che potrebbero popolare questo modello "macroscopico". Tuttavia, fin qui restiamo all'interno di quella che viene comunemente chiamata Folk Psychology, ossia praticamente il modello che ognuno di noi usa intuitivamente di fronte ai fenomeni mentali; ma proprio come la Fisica non si identifica con la comprensione intuitiva che abbiamo dei fenomeni fisici, anche per quelli psicologici ci occorre una teoria più solida e sistematica (insomma, più scientifica) rispetto alla Folk Psychology. Tuttavia, ahimè, in questo campo non abbiamo una teoria unica, coerente e rigorosa come in Fisica, ma una serie di approcci e teorie parziali e qualitative tra cui è difficile scegliere (specie per un Incompetente).

Quindi, penso possa essere utile portare un po' più avanti l'analogia con la Fisica, per trarne qualche elemento di ispirazione. Passiamo al prossimo post…

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