Crescere necesse est, vivere non necesse?

Uno dei campi in cui la mia Incompetenza è contemporaneamente più evidente e più seccante è l'Economia. Infatti, non avendo studiato Economia, mi trovo spesso a non comprendere questioni assolutamente basilari, che dovrebbero essere l'ABC economico. E d'altra parte, l'Economia è così importante e pervasiva che trovo molto fastidioso saperne così poco.

Una volta, questo mio limite era meno evidente. Quando ero ragazzo, l'Economia sembrava meno importante; si discuteva molto di politica, ma l'Economia, e soprattutto la Finanza, erano un argomento collaterale, quasi un terreno di applicazione delle teorie e delle strategie politiche. Un ambito tecnico, in sostanza. I telegiornali non avevano nei titoli le notizie di Borsa, e anzi non se ne parlava quasi.

Oggi le cose sono molto cambiate, e l'Economia da ancella è diventata padrona della Politica. E nell'ambito dell'Economia, nessun argomento è più importante della Crescita. Si dice, quest'anno l'Italia crescerà di un po' meno del 2%, l'Italia cresce poco, bisogna a tutti i costi stimolare la Crescita.

Ma perché?

Perché viviamo in un sistema capitalista,  ovviamente. Questo sistema, che di quelli inventati sinora sembra essere quello che garantisce la maggiore efficienza nella produzione di ricchezza, si fonda su alcuni principi guida (espongo da perfetto Incompetente):

  • Il Libero Mercato, una modalità di relazione tra i soggetti economici, definibile in termini astratti, che rappresenta però un modello per l'organizzazione dell'Economia reale;
  • Il Vantaggio Competitivo, che determina la ripartizione dei compiti e dei generi di attività produttive (in particolare tra nazioni);
  • La Crescita Illimitata, che, grazie al reinvestimento dei profitti, comporta l'aumento esponenziale della Produzione e della Ricchezza.

Ora, a me sembra assolutamente evidente che basti un esame sommario per stabilire che il Capitalismo non funziona, e conduce al disastro.
Torniamo ad esempio alla questione della Crescita (toccheremo altri argomenti in altri post).

E' ormai evidente a tutti che il principio della Crescita Illimitata comporta la devastazione dell'ambiente e l'esaurimento delle risorse naturali. Gli ottimisti a tutti i costi sostengono che, di fronte a ogni specifica carenza di risorse (ad es. il petrolio), il problema sarà risolto grazie al progresso tecnologico, che consentirà di aumentare l'efficienza con cui usiamo le risorse e/o consentirà di utilizzare nuove risorse (es. l'idrogeno, o la fusione nucleare) man mano che si esauriscono le vecchie.

Chi la pensa così evidentemente non sa cosa sia la crescita esponenziale. Infatti, se è vero che, come ci si sente dire tutti i giorni, un'economia capitalista "sana" cresce almeno del 3% l'anno, questa affermazione apparentemente innocua significa che un sistema economico capitalista, per reggere, deve seguire una curva di crescita esponenziale.
La crescita esponenziale è, per capirci, il tipo di crescita che Malthus, qualche secolo fa, ha dimostrato essere intrinsecamente insostenibile; è il tipo di crescita che comporta l'inevitabile esaurimento delle risorse e una "catastrofe" (ossia una crisi di "fame") tanto più violenta quanto più forte è stata la crescita.

Gli espedienti che l'ingegno umano troverà per sostenere il più a lungo possibile la Crescita Illimitata (miglioramenti tecnologici, allargamento dei mercati, ecc.) non faranno quindi altro che rinviare la crisi, rendendola contemporaneamente più catastrofica. Non esiste, né può esistere, alcun modo di sostenere a lungo termine una crescita esponenziale.

Su questo, come su altro, può esserci maestra la Natura. In Natura, tutti gli organismi viventi crescono; gli organismi pluricellulari, ad esempio, crescono per divisioni successive a partire da una singola cellula. Questo tipo di crescita sarebbe esponenziale, se non ci fossero meccanismi per frenarla; ma un essere vivente privo di tali meccanismi è inconcepibile: sarebbe incapace di sopravvivere. Quando accidentalmente una cellula del nostro organismo perde la capacità di limitare la crescita, diventa un cancro.

Ecco, a me sembra assurdo che noi consideriamo ragionevole vivere in un sistema economico che ha la sua controparte biologica in virus e tumori. E che nessuno ponga seriamente questo problema: io sarò Incompetente, ma gli altri?

3 pensieri su “Crescere necesse est, vivere non necesse?

  1. Il tuo ragionamento mi pare piuttosto ideologico e comunque fallace.
    Da economista, cito il più recente (rispetto a Malthus) modello di Solow, che dimostra come la crescita economica nel lungo periodo sia legata alla crescita demografica: l’equilibrio nel nostro sistema si raggiungerà quando si interromperà la crescita demografica. Questo significa che nel modello attuale, una volta esaurita la superficie terrestre, si comincerà a colonizzare lo spazio. Il progresso tecnologico serve ad accrescere la disponibilità delle risorse e a prolungare questo stato di cose; ma il fatto che ci possano essere delle crisi più o meno catastrofiche non pregiudica che il sistema possa continuare a funzionare.

  2. Apprezzo che un competente abbia voglia di rispondermi! Però non trovi che parlare di colonizzazione dello spazio (per rimuovere il concetto di limite allo sviluppo) sia molto più “ideologico” che osservare che le risorse certamente accessibili inevitabilmente si esauriranno?

  3. Prometto che ci ritorniamo su[..] Un anonimo economista ha scritto un interessante commento al post sulla crescita e sui difetti strutturali del Capitalismo. Ne ripropongo i punti essenziali, perché mi piacerebbe provare a svilupparli nei prossimi post a tema economico. Le osser [..]

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